Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

Architettura le fasi costruttive: le trasformazioni cinquecentesche e seicentesche


(Giuliana Pistoia)

Durante il ´ 500 e il ´ 600, il Duomo di Teramo subì alcune trasformazioni. Quelle più importanti si ebbero tra il 1566 e il 1578 sotto il Vescovato di Silvero Piccolomini, il quale intervenne sulle sistemazioni interne ed esterne alla cattedrale. I motivi di questo cambiamento furono: la necessità di collocare degnamente le spoglie di San Berardo, spoglie traslate dalla cappella del Santissimo Sacramento, posto in prossimità delle scale che segnano il passaggio dalla nave guidiana a quella arcioniana, alla cappella di Santa Elisabetta, posta sotto il presbiterio; il secondo, di carattere più generale, fu la necessità di prendere come modello le direttive emerse dal concilio di Trento, celebratosi proprio in quegli anni.

Vi furono anche altre novità: venne introdotta una serie di sperimentazioni tipologiche e spaziali, che modificò l´aspetto interno, con opere di demolizione e di modifica dell´apparato architettonico e decorativo; furono annessi altri ambienti, dei quali alcuni costruiti ex novo, altri sulla base della struttura precedente. Tra i lavori compiuti all´esterno della Cattedrale, va ricordato l´intervento di ampliamento delle botteghe addossate al fianco settentrionale. Simili interventi furono attuati anche in altre cattedrali in Abruzzo soprattutto per recuperare le costruzioni esistenti dopo le catastrofi geologiche.

Per quanto riguarda la Cattedrale di Teramo, non furono traslate solo le spoglie di San Berardo. Infatti il Vescovo Piccolomini ordinò che il Duomo fosse sgombrato dagli altari e dalle tombe e ciò instaurò all´interno della chiesa una nuova percezione dello spazio che risultò tutto teso verso l´altare maggiore. Il rapporto tra navata e pareti laterali contribuì ad esaltare la tensione verso l´altare principale, posto al centro del grande vano cupolato.

Per comprendere appieno le finalità e la portata degli interventi sulla Cattedrale, è indispensabile guardarla nell´ottica del potere temporale del Vescovo di Teramo. Parecchi elementi testimoniano l´esistenza di tale potere: i merli del coronamento rettilineo della facciata, gli stemmi vescovili, il privilegio di poter celebrare la "Messa Armata". L´intervento promosso da Piccolomini fu di grande respiro, rivolto sia al contesto urbano in cui sorgeva la chiesa, sia al complesso ecclesiale costituito dal Duomo e dal Palazzo Vescovile. Piccolomini, però, agì in questo modo soprattutto per eliminare ogni interferenza o influenza delle potenti famiglie teramane che, attraverso lasciti, gestivano la vita della chiesa. I lavori furono completati con la sistemazione del pavimento della nave arcioniana.

Duomo di Teramo

Nel Duomo il ridisegno barocco era riuscito a mettere in discussione e a rimuovere la qualità dello spazio preesistente, pur restando all´interno delle strutture e calibrature spaziali. Oggi la riqualificazione barocca è stata completamente distrutta da un intervento di restauro "ad pristinum", realizzato nel I ventennio del ´ 1900, il quale ha conservato solo la cappella di S. Berardo.

Bibliografia

  • Damiano V. Fucinese, Il Duomo di Teramo e i suoi tesori
  • Adorante Maria Antonietta Il Duomo di Teramo e i suoi tesori d´arte. Pescara, Carsa 2000