Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

Decorazione scultorea della facciata:
portale maggiore con elementi decorativi e affreschi con angeli


(Maica Tassone)

Tra le meraviglie della cattedrale spicca il Portale Maggiore, inserito nella facciata Romanica durante le trasformazioni tardo-medioevali, messe in atto tra il 1331 ed il 1335 dal vescovo Niccolò Degli Arcioni, che oltre a rinnovare la facciata principale situata a Meridione, attivò un nuovo corpo di fabbrica nella parte Settentrionale della Cattedrale Romanica.

Come è ben visibile dalla navata centrale della cattedrale, il nuovo corpo di fabbrica Settentrionale di stile Gotico, si mostra leggermante disassato rispetto la parte antica dell´edificio che fu, a causa dell´ampliamento, privata di tre absidi.

Sulla facciata meridionale a coronamento orizzontale trecentesco, tipico in territorio abruzzese, un magnifico portale, di tipo cosmatesco, ci invita ad entrare. datato 1332 e firmato Diodato Romano Dei Cosmati, come ricorda l´epigrafe ("TITULUS") sull´architrave, che sostiene un arco a tutto sesto:«MAGISTER DEODATUS DE URBE FECIT HOC OPUS MCCCXXXII».

Elementi Architettonici e Decorativi del Portale Maggiore:

Il portale maggiore del Duomo di Teramo Il portale, sotto il punto di vista architettonico, si incastona perfettamente nella imponente lastra marmorea verticale scolpita ed inserita nella facciata, che culmina con una sontuosa cupide dando maggiorre slancio alla precedente facciata Romanica.

Il Maestro Diodato, aiutato e da intagliatori locali, diede cosi´ vita ad un portale marmoreo a tutto sesto che racchiudeva una pittoresca fusione di stili ornati, che vengono riassorbiti dalla facciata. Il suo stile composito sembra anche richiamare a tratti l´immagine del portale del Duomo di Atri, a cui la Cattedrale teramana sembra stilisticamente corredata.

Sotto il punto di vista compositivo, il portale è caratterizzato da una fiorita strombatura ad archi concentrici data da coronamenti di fogliami d´acanto che ne accentuano la preziosità.

La strombatura si articola su tre risalti su cui si innestano due colonne tortili, montanti con bassorilievi di girali d´acanto e fasce a mosaico smaltato e dorato in stile cosmatesco.

Sono queste caratteristiche stilistiche che propongono uno stile definito con il nome di "Gotico Abruzzese" o più specificatamente teramano che è richiamato in altre chiese presenti sul territorio come quella di San Francesco a Campli e di San Francesco a Teramo.

L´uso di tessere in mosaico smaltato e dorato e´ usato dal Maestro Diodato Romano non solo lungo le fasce laterali del prtale ma anche sull´architrave per la realizzazione dell´epigrafe ricordante l´anno di esecuzione e il suo artefice.

Sempre sull´architrave il Maestro Diodato inserisce nella parte centrale lo stemma del vescovo Niccolò Degli Arcioni, sulla destra quello della città di Atri e a sinistra lo stemma della città di Teramo.

All´altezza dell´architrave, nella parte esterna dela strombatura, si collocano due importanti opere scultoree di Nicola da Guardiagrele quale la statua della Vergine Annunciata e quella dell´Angelo Annunciante e ono sorrette da due colonne con fusto liscio che poggiano su due leoni stilofori con basamento posti a guardia del valico.

Lo stile duecentesco dei due leoni stilofori è richiamato dal modellamento a ciocche striate delle criniere.

Bisogna però ricordare che molto delle forniture marmoree impiegate non solo nella realizzazione della facciata e del portale, ma anche all´interno del duomo teramano, furono prelevate dal vicino anfiteatro e dal teatro Romano che di conseguenza ne provocò il loro smantellamento.

Tra gli alti elementi che compongono il portale maggiore vi è la mandorla, inserita nella parte superiore dell´architrave è coronata da cinque angeli affrescati che con molte incertezze, sono da attribuire al Maestro del Giudizio Universale di Loreto Aprutino.

Nella parte centrale della mandorla si pone un angelo in posizione frontale, con le ali distese; simmetricalmente, alla sua destra e alla sua sinistra, sono disposti altri due angeli di profilo recanti in mano uno stelo di giglio. Nella parte bassa, dipinti frontalmente vi sono due angeli musicanti di cui quello di destra suona la "Ribecca"e quello di sinistra il liuto.

Questi cinque angeli così disposti, sembra simbolicamente accompagnare l´annunciazione di Nicola da Guardiagrele.

Le due ante lignee del portale furono inserite solo nel 1500 ed erano caratterizzate da una serie di formelle che mostravano simboli araldici dei vescovi succedutisi nei secoli, nonchè elemeti emblematici della cristianità. Nonostante i tentativi di restauro susseguitisi nei secoli, le preziose ante lignee sono andate perdute e furono sostituite nel 1911 con una copia lignea di Luigi Cavacchioli.


Particolare del portale maggiore

Bibliografia