Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

Decorazione scultorea della facciata: elementi scultorei e decorativi


(Jennifer Iorio)

La facciata principale del Duomo di Teramo può essere divisa in due parti: quella inferiore e quella superiore. La parte inferiore, rivestita da conci di pietra, appartiene alla prima fase di costruzione della chiesa, quella voluta dal Vescovo Guido II e perciò nota come "chiesa guidiana" e quindi databile intorno alla metà del XII secolo. La parte superiore risale al periodo dell´ampliamento realizzato per volere del Vescovo Niccolò degli Arcioni ed è perciò databile tra il 1332 e il 1335. Iniziamo col descrivere la parte inferiore del Duomo. Innanzitutto notiamo l´ampia scalinata di accesso, la quale occupa l´intera larghezza della facciata; essa è arricchita, sui parapetti laterali, da quattro sculture romaniche raffiguranti leoni dalla piccola testa, dall´ampia criniera e in maestoso atto di riposo, analoghi a quelli sistemati sui pilastri ai lati del portale. Sculture raffiguranti leoni e animali in genere sono assai frequenti nell´arte romanica, ma a Teramo l´iconografia del leone assume una rilevanza particolare perché simboleggia la potenza della chiesa. A proposito dei leoni, possiamo notare un vago e nuovo ornamento nella base che sovrasta il leone posto sul principio del parapetto, a sinistra di chi sale la scalinata. Esso sembra una specie di dentellatura, ma attentamente osservata appare una serie di piccoli merli guelfi a doppia penna arrotondata e simili a quelli assai più grandi che si trovano alla cima della facciata.

Leone stiloforo particolare Leone stiloforo

Sempre nella parte inferiore troviamo le due porte minori le quali appaiono costruzioni moderne probabilmente del restauro avvenuto nel 1739. Degne di nota sono la coppia di pilastri che fiancheggiano ciascuna delle due porte e l´impestatura a rilievo che gira ad ognuna di esse. Al di sopra di queste porte laterali ci sono due finestre arcuate: esse appartengono senza dubbio ad una costruzione precedente che non può essere se non quella del Vescovo Guido.


Rosone

Elemento caratterizzante della facciata è il portale maggiore. Al di sopra di esso si eleva un timpano a cuspide orlato di singolari pennacchi, cimato da un´aquila e rinchiuso da due cornici a foglie rampanti adorno di tre edicole a sesto acuto con colonnine a spirale il cui arco è coperto da frontone a frogioline rampanti. Le edicole contengono le statue di santi: le prime due raffiguranti San Berardo vescovo e protettore di Teramo e S. Giovanni Battista; l´altra contiene una figura maschile, il Redentore, seduta in atto di benedire. Le tre statue superiori al gruppo dell´Annunciazione ripropongono ancora una volta il problema della contemporaneità col portale. Appare inspiegabile come i committenti abbiano potuto consentire un completamento così scadente rispetto alla porta sottostante, tanto che si sarebbe invogliati a pensare ad una preesistenza che fu lasciata così com´era da Deodato Romano quando intervenne nella costruzione del portale. Tornando al timpano cuspidato, esso è ornato nel centro da un rosone destinato a dar luce all´interno; questo si articola in più archi concentrici con ricca decorazione di intaglio. Il primo giro è composto di fiori quadrati, le foglie raccolte a tre piegano per il secondo, delle piccole rosette adornano l´ultimo giro. La facciata infine termina con un ornamento rettilineo sormontato da merli di tipo ghibellino che conferisce al Duomo di Teramo l´aspetto di un edificio fortificato.


Portale del Duomo

Bibliografia

  • Savini Francesco, Il Duomo di Teramo: storia e descrizione corredate di documenti e di 19 tavole fototipiche, Roma, Forzani e C. Tipografi del Senato, 1900
  • Adorante Maria Antonietta, Il Duomo di Teramo e i suoi tesori d´arte, Pescara, Carsa, 2000
  • Dora di Francesco, "Lo sviluppo del Duomo di Teramo nel XII secolo"
  • Damiano V. Fucinese, "Il patrimonio artistico"