Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

Decorazione scultorea della facciata: l'Annunciazione di Nicola da Guardiagrele


(Katia Caserta)

Sulle colonnine frontali del Duomo di Teramo sono collocate due statue in pietra rappresentanti l´Arcangelo e l´Annunziata. La loro fattura si può riferire al 400, ma, il Roccoboni le attribuisce al maestro Nicola da Guardiagrele. Il ricco drappeggio che nasconde il modellato dei corpi e la leziosità delle pose, può far ricollegare le due statue ai caratteri della scultura dell´Italia settentrionale del xv secolo, le cui influenze sono vive in Abruzzo per la presenza di artisti della Lombardia e del Veneto. Probabilmente fu tra il 1433/1448 in coincidenza con l´esecuzione del Paliotto argenteo di Nicola da Guardiagrele che il portale maggiore della cattedrale si arricchì delle statue che formano il gruppo dell´annunciazione. Appare un estasiato stupore nel volto della Vergine Annunziata qui nell´atto di indietreggiare dinanzi all´improvvisa apparizione dell´Angelo, che accenna a genuflettersi stendendo timidamente la mano come a volerla rassicurare. L´opera merita un più approfondito esame per aver modo di stabilire se essa sia da riferire all´epoca di esecuzione del Paliotto o se invece non vada collocata negli anni ad essa precedenti.

Malgrado lo stato di conservazione non buono, dovuto alle azioni delle intemperie, il gruppo mostra la sua alta esecuzione e quello stesso spirito tardo gotico che improntò tutte le opere nicolesche, prima della sua infatuazione ghibertiana. L´ipotesi che può accertarsi senza difficoltà, si basa sull´attribuzione del gruppo all´orafo guardiense, formulata da Carli in uno dei suoi primi studi su Nicola da Guardiagrele e il Ghiberti.

L'Angelo La Vergine


Lo studioso le considera "Le ultime opere di scultura da attribuire a Nicola della guardia" ma, fino a quando non verrà dedicata maggiore attenzione alle attività di sculture in pietra dell´orafo, e´difficle affermarlo.



Quello che sappiamo di per certo e´che il maestro si impegnò in altre sculture come il Tocco ora al museo nazionale fiorentino, l´Incoronazione della Vergine a Guardiagrele ed ancora nel 1456 si impegnò ad eseguire un Ciporio in pietra della Maiella della Cattedrale di Ascoli Piceno di cui però non ci sono notizie, ed e´altrettanto sicuro che tre anni dopo il maestro era gia´morto.

Bibliografia: