Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

Planimetrie


(Andrea Di Fonso)

L´attuale assetto planimetrico del Duomo di Teramo è il risultato della commistione degli interventi di ampliamento, ammodernamento e restaurazione subiti nei secoli dall´edificio.

Il progetto originale voluto dal vescovo Guido II nel 1158 prevedeva un edificio il cui ingresso − composto da un solo portale centrale − era preceduto da un nartece a tre fornici. L´interno, diviso in tre navate, era scandito per metàda da colonne romane che lasciavano il posto a pilastri rettangolari per motivi statici.
Dal corpo centrale tripartito, al quale era innestato un transetto triabsidato, si saliva per mezzo di undici scalini alla zona presbiteriale chiusa ad occidente da absidi semicircolari e sormontata dal tiburio merlato.
Il dislivello svela la presenza di una cripta probabilmente destinata a custodire alcune reliquie del santo patrono.

Ben evidente, perchè fuori asse rispetto al preesistente corpo di fabbrica romanico, l´ampliamento arcioniano dell´edificio attuato nella zona presbiteriale abbattendo i tre absidi e caratterizzato dalla struttura gotica. A questo periodo è da ascriversi anche la creazione di un cimitero sotterraneo con portici su tre lati − accessibile dalla nuova nave−, di una serie di cappelle lungo il perimetro interno dell´edificio, la creazione di una nuova facciata rivolta verso Terra Nuova (Occidente) e l´abbattimento del portico antistante l´ingresso per allargarlo.

Tra cinquecento e settecento il Duomo ha subito svariate altre modificazioni con l´annessione o la creazione ex−novo di ambienti e la ristrutturazione o modificazione di quelli esistenti in quel meccanismo tutto abruzzese di adeguamento dell´interno delle costruzioni vescovili allo stile e al gusto barocco.
Uniche testimonianze pervenuteci delle decorazioni di epoca barocca sono le volte e gli stucchi della cappella di S. Berardo, scampata alla demolizione del 1927 resasi necessaria per la fatiscenza delle coperture settecentesche.

A partire dalla metà dell´ottocento iniziarono i lavori di isolamento del Duomo che si completarono solo nel 1972 e che videro la demolizione di tutti quei fabbricati che, nel corso dei secoli, si erano addossati alle murature esterne dell´edificio inglobandolo nel tessuto urbano cittadino. In questa fase, venne demolita anche la cinquecentesca sacrestia vecchia rimpiazzata negli anni quaranta del secolo scorso da una nuova costruzione che ne ricalca l´ingombro planimetrico.

Di seguito presentiamo le planimetrie del Duomo, della cripta e alcune ricostruzioni 3D della zona absidale del Duomo, gentilmente concesse dall´ing. Carlo Taraschi che ha curato il recente restauro concluso l´ 8 Settembre 2007 con la riapertura del Duomo di Teramo.

Planimetria del duomo

Vai alla planimetria del Duomo di Teramo


Di seguito le ricostruzioni 3D dell´interno del duomo


Ricostruzione 3D dell´ingresso della cripta Ricostruzione 3D della zona absidale Ricostruzione 3D dell´altare

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Planimetria della cripta

Planimetria della cripta

La cripta, chiamata nelle fonti la «Grutta seu Cappella di S. Elisabetta», rimasta nascosta fino ai recenti lavori di risistemazione del pavimento, è accessibile mediante otto scalini. Di forma rettangolare, si estende fino all´innesto della nave arcioniana; presenta una copertura a botte sorretta da colonnine. Nell´angolo di Nord−Est è possibile vedere l´innesto del cunicolo di epoca bizantina (1) che probabilmente collegava la cripta al palazzo vescovile (posto a settentrione della struttura) rimasto in uso fino al XVIII sec. quando la cripta venne dismessa e riempita.

Nata probabilmente come luogo deputato alla conservazione delle reliquie di S. Berardo, ospitò il corpo del Santo patrono dal 1527 quando il presule Giacomo Silverio la definì « più adatta alla divozione e al riconcentramento» e per questo venne adornata con affreschi di cui oggi rimangono le flebili tracce delle figure di due santi.

Chiusa alle visite, la cripta è oggi visibile per mezzo dell´oblò posto nel centro della zona del presbiterio.

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Legenda:

0
Scalinata d´ingresso
1
Cunicoli bizantini








Bibliografia: