Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

Polittico di Jacobello del fiore


(Alessandro Violante)

Il Polittico di Jacobello Del Fiore, costituito da sedici tavole disposte su due file, rappresenta un magnifico esempio di Arte quattrocentesca . Celebre pittore veneto, si trovò a contatto con la città di Teramo durante un suo viaggio nelle vicine Marche. L´ opera, commissionata da un priore Agostiniano (secondo alcuni si tratta di Magister Nicolaus), si trovava originariamente all´ interno della Chiesa di Sant´ Agostino. Secondo le fonti, fu Gennaro Della Monica a ritrovare l´ opera nel 1868 e a collocarla sull´ altare della cappella di San Berardo, presso il Duomo di Teramo. L´ opera ci appare di difficile datazione, ma nonostante ciò, indicativamente il Polittico viene situato all´ interno della seconda decade del XV secolo. Ad oggi rimangono ancora ignote le ragioni per le quali l´Artista veneto si trovasse ad operare sul suolo abruzzese, e non c´ è certezza che Jacobello abbia creato l´ opera durante il suo soggiorno a Teramo. Questa notevole scarsità di informazioni riguardo il Polittico è attribuibile alla soppressione del Monastero avvenuta in data 1º ottobre 1796, come ci è documentato. Molteplici sono gli studi sull´ opera e sul suo autore. Tra le fonti di maggior rilievo possiamo menzionare il celebre storico Niccola Palma, autore dei cinque volumi che vanno sotto il nome di Storia, intendendo con ciò la storia della città e della diocesi teramana. Nonostante l´ esaustività della fonte, i volumi dedicano poco spazio alla descrizione del Polittico. Questa carenza di informazioni si ritrova anche nel testo di Negri Arnoldi e in quello di Cingoli. Bindi evidenzia le strette relazioni sociali tra l´ opera e i cittadini. Giani invece si occupa degli strettissimi rapporti tra due artisti operanti in quegli anni nello stesso luogo, l´ orafo Nicola da Guardiagrele e Jacobello Del Fiore e tra le loro rispettive opere. Sono tra l´ altro notevoli gli sforzi da parte della Fondazione Tercas miranti alla rivalutazione dell´ opera. Un celeberrimo studioso come Roberto Longhi ce ne parla nel suo Viatico in vari punti, mettendo in evidenza lo stretto legame tra Jacobello e altri artisti di rilievo del suo tempo come Gentile da Fabriano e il Crivelli, suo allievo.

Teramo, Duomo, Polittico di Jacobello del Fiore

Analisi dell'opera

Ne moreris propter temetipsum Deus meus quare nomen tuum invocatum est super populum istum. Capitulo eodem. […] Jacobell´ De Fiore pinxit.

Questa iscrizione, rinvenibile sul Polittico di Jacobello Del Fiore, ci introduce a una lettura dell´ opera il più possibile esaustiva. Nella parte alta dell´ opera figura il Cristo, iconograficamente definito vir doloris , affiancato ai lati dalle figure della Madonna, di San Giovanni, e di altri santi dei quali non conosciamo l´ identità, temporis causa. Nella parte centrale è situata una Incoronazione della Madonna, con la presenza della Vergine Maria e di Cristo seduto sul trono. Nella parte centrale, è ravvisabile la veduta della città di Teramo, identificabile con l´ iscrizione Teramum, e divisa tra i due fiumi Vezzola e Tordino, che la fiancheggiano. Ai lati della città, oltre ai fedeli, sono disposti San Berardo, patrono della città, e Sant´ Agostino, recanti delle pergamene contenenti la suddetta iscrizione. Essa sta a significare la volontà di preservare la città e la pace tra i suoi abitanti. Tra le altre figure presenti nell´ opera è possibile identificare quella del committente e quelle di San Nicola da Tolentino, l´ Archidiaconus Aprutinus e lo stesso Jacobello del Fiore. Un lungo dibattito ha interessato l´ attribuzione dell´ iscrizione Magist´ Nicolaus allo stesso Nicola da Guardiagrele, l´orafo autore del pluriacclamato antependium. I contributi di Aurini e di Savini ci offronto molteplici spunti di riflessione in merito.

Bibliografia