Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

La Cappella Musicale


(Giovanni Aretusi, Alberto Brignoccolo, Eugenia Ciabattoni, Claudio De Pascale, Francesco Di Maddaloni, Silvia Leoni, Elisa Rapisarda)

Cappella musicale nelle confraternite

Poco sappiamo sulla cappella musicale della cattedrale di Teramo, pur se le informazioni reperite lasciano immediatamente intravedere un vasto campo da esplorare. Una delle prime fonti a noi note che attesti la presenza di una cappella musicale operante all´interno del Duomo, è una lettera del vescovo Giovanni Antonio Campano indirizzata al cardinale Jacopo Ammannati−Piccolomini, posteriore al 23 maggio 1463 ed al cosiddetto Necrologio Aprutino, dove il vescovo magnificava la straordinaria cappella musicale che in quegli anni operava impeccabilmente all´interno della cattedrale. Da questo dato, viene la facile intuizione del motivo che ha probabilmente spinto il grande Antonio Zàcara a trattenersi a Teramo fino alla sua morte. Al servizio della cappella, come consuetudine, sono presenti un maestro di cappella, un organista e i cantori, tutti con diritto ad uno stipendio commisurato alle possibilità delle singole istituzioni non a caso detto "onorario", che spesso, in virtù dell´eseguità, costringeva i musicisti a collaborare contemporaneamente con più istituzioni religiose.

In questo assetto organico il maestro di cappella è il primo garante dell´obbligo e della qualità del servizio musicale; le sue prestazioni prevedono vincoli quotidiani alquanto onerosi che vanno da un´attività di routine legata ai riti liturgici fino a comprendere le "occasioni straordinarie" e l´istruzione musicale gratuita degli allievi. Il suo ruolo di coordinatore impone una buona conoscenza e pratica di uno strumento a tastiera, si rintracciano generalmente maestri di cappella esperti d´organo, da sottolineare, a tal proposito, la presenza del maestro Camillo Bruschelli. Ai citati oneri religiosi corrisponde l´onere di ricoprire un prestigioso ruolo artistico−musicale; di frequente il maestro di cappella viene chiamato in qualità di consulente e collaboratore presso teatri e istituzioni scolastiche.

I cantori (generalmente in 2 ma mai più di 5) e l´organista, diversamente, non sempre possono vantare una specifica professionalità: in alcuni casi si tratta di veri e propri dilettanti, certamente esperti del mestiere, che tuttavia assicurano il regolare svolgimento delle pratiche quotidiane. Occorre però sottolineare che accanto a questa fruizione essenzialmente devozionale coesistevano i settori rituale−celebrativo di feste e quello delle rappresentazioni oratoriali realizzati con l´ausilio di cantori professionisti, sempre guidati dal maestro di cappella. Tra i maestri di spicco nell´ambito teramano è doveroso ricordare oltre al già citato Bruschelli: Luigi Ceccoli, Don Antonio Biondi e Nicola Dati.

Bibliografia: