Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

Il Cristo Morto


La Processione del Venerd́ Santo a Teramo

La cerimonia del Cristo morto, dal punto di vista musicale, assume molta importanza per la figura delle Addoloratine, un coro di bambine che si unisce alla sfilata bandistica e che accompagna il popolo nei canti dell´ adorazione del Feretro.

Qualche anziano ricorda che prima era una piccola orchestra a seguire la processione che attraversava le vie cittadine, divulgando, attraverso il suono straziante dei violini, il grande pathos del rito religioso.

Se nella Celebrazione Antelucana sono le signore che trasportano la statua e che si immedesimano nel dolore di Maria; nel corteo pomeridiano, la sofferenza è simboleggiata dalle pie donne che sfilano con la Veronica (fazzoletto che prende nome dalla donna che durante la salita al calvario, asciugò il volto di Cristo nel quale rimasero impressi i suoi lineamenti).

Il grande trasporto emotivo della moltitudine di fedeli che partecipa all´evento, diviene così più intenso e vivo; soprattutto nelle strofe della canzone Trapassata da lancia tagliente e Te dolente:

Sul quel monte io veggo impietrar!
O Maria, quanto è amaro il dolore
Del Tuo Cuore
Dilaniato da strazi e tormenti
Più cocenti
Guardi immota il Tuo Figlio Spirar

Ma pentito, O Maria a te accanto
del mio pianto
voglio il tronco di morte bagnar.


la ricchezza scenografica unita all´esibizione di questi sentimenti, rimarca notevolmente il valore custodito negli anni nel Duomo di Teramo che, proprio in questi periodi, è tornato alla luce dopo una lunga fase di restaurazione.