Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

Il Venerdì Santo a Teramo


(Angela De Meo, Federica Ferrari, Vanessa Petrella, Amalia Temperini)

L´Abruzzo, terra di poeti e pastori, con il passare del tempo sembra custodire parte delle sue tradizioni popolari. Molte, infatti, sono le manifestazioni religiose ancora vive che curano, con dovizia e importanza, il ricordo di qualcosa di mistico e sacrale.

Tra queste rimane il mito della "Settimana Santa" in particolar modo del Venerdì che, nelle antiche comunità rurali, tiene ancora viva la paura di qualcosa di superstizioso. La casa da non spazzare, il digiuno e tante piccole accortezze, completano il loro valore con il mancato suono delle campane legate.

Tradizioni che anche Gabriele D´Annunzio rievoca nelle sue "Novelle della Pescara". Il rito più solenne è rappresentato dalla Processione del Cristo Morto, dove il rimando al teatro sacro medioevale e l´incontro con le tradizioni spagnole, rimarcano l´unione che c´è tra l´importanza della morte del Signore e la Vita dell´Uomo sulla terra. Un´aura che tutt´ora sarebbe difficile descrivere con semplici parole.

Dagli ultimi tratti della notte, fino alle prime luci del mattino, inizia l´altra affannosa peregrinazione: quella della Madonna. Il suo percorso è attraversato da melodie struggenti (i cosiddetti pianti) che accompagnano l´intero corteo lungo tutti i Sepolcri dell´Urbe. La storia di questa processione risale ai tempi della Confraternita dei Cinturali della chiesa di S.Agostino e vede tra le vere protagoniste le donne che, dal primo decennio del novecento, hanno aderito sempre più.

Le nobili famiglie teramane invece, sfilavano con gli stemmi delle loro casate e portavano in spalla le statue da loro date in dono.

Ma le Consuetudini e le variazioni subite nel corso degli anni , non hanno spento nella memoria della comunità l´arte di questa fiamma, che ancora si mescola tra le usanze coeve e le abbreviazioni dei tempi moderni.

Teramo, che con il suo Duomo racchiude parte della storia della "nostra" regione, rimane così una delle più importanti Città che dall´alto sorveglia silenziosamente su scorci di una vita rituale che si protrae fin dal 1260.

Bibliografia: