Il Duomo di Teramo

Alla scoperta
di un patrimonio

Altre rappresentazioni della passione nelle chiese Teramane


Stabat Mater regia di Silvio Araclio Nell´aprile del 1990 la chiesa di San Domenico e il Convento dei Cappuccini a Montorio ospitarono la compagnia ascolana dei Teatrès, diretta dal regista Silvio Araclio, che presentò Stabat Mater. Lo spettacolo si divideva in una prima parte vocale, con arie sacre (di Francesco Durante, Antonio Dvorak, Giuseppe Giordani, Giovani Battista Pergolesi) eseguite dal soprano Lucia Fiori e accompagnata all´organo da Massimo Salcito, mentre nella seconda parte seguiva êIl pianto della Vergineê (titolo opera da cui è tratto lo spettacolo) di Jacopone da Todi, la famosa lauda rappresentata in una cornice tardo−rinascimentale: una Madonna che richiama le figure dipinte dal Pontormo e da Andrea Del Sarto e gli attori composti in plastici êtableaux vivantsê e ritmici movimenti che riecheggiano l´estetica manierista del Cinquecento.


La Passione TSA Un´altra edizione della Rappresentazione della Passione del TSA venne riallestita nella chiesa di San Domenico a Teramo nel 1998, all´interno della settima edizione del Maggio Festeggiante organizzato dall´associazione culturale Spazio Tre.
Protagonista dello spettacolo fu Piera Degli Esposti (impegnata nel ruolo che nel 1977 fu di Elsa Merlini e nell´edizione del 1984 di Pupella Maggio), affiancata da Maximilian Nisi nella parte di Cristo e da Gianpiero Fortebraccio in quella di Giuda, ruolo che fu suo anche nelle passate edizioni.

Cenni storici sulle Sacre Rappresentazioni

All´origine delle Sacre Rappresentazioni c´è nella maggior parte dei casi un soggetto colto e allo stesso tempo libero da un certo clericalismo curiale: una narrazione dei fatti descritti nel vangelo non esente anche da accenti di liricità, di tenerezza e poetica umanità.

A farsene portatori sono stati i êclerici vagantesê che, come i trovatori o i giullari giravano e si spostavano di città in città da una corte all´altra, hanno avuto un ruolo importante nella produzione e nella diffusione di laude drammatiche, inizialmente in latino e poi man mano in lingua volgare.

Altrettanto importante è stato il ruolo delle confraternite laicali dei Disciplinati (Battuti, Flagellanti, Verberati, ecc.) a partire dal 1260 e negli anni successivi.

Né da meno è stato il popolo, che parallelamente a quanto accadeva negli altri ambiti della vita civile − dal commercio all´arte− si riappropriò del suo ruolo, diventando soggetto non più subalterno, anche dentro la Chiesa, costringendo la liturgia ad uscire sui sagrati delle cattedrali romaniche, per contaminarsi con la vita e con i sentimenti, con le ragioni del cuore, abolendo la distanza tra fede religiosa e vita[…].


Parte del testo è tratto dall´articolo di Odoardo Bertani (Avvenire − Marzo del 1978) e dall´intervista ad Antonio Calenda pubblicata sulla rivista êil Rossettiê del Teatro Stabile del Friuli−Venezia Giulia del quale è attualmente direttore.